M5S: perché è il miglior partito per il futuro dell’Italia

In ogni momento storico contraddistinto da grandi crisi economiche, il sistema costituito dai grandi partiti storici, la dicotomia fra destra a sinistra, viene a mancare come risultato di una rinnovata sfiducia da parte dei cittadini nei confronti della politica.

È in contesti come questo che trovano terreno fecondo tutti quei partiti, associazioni o movimenti “alternativi” che riescono meglio di altri ad arrivare alla pancia del popolo, con argomenti relativi al vivere comune che sono comprensibili dalla maggioranza degli elettori. Il MoVimento 5 Stelle è sicuramente uno di questi, e dalla data della sua fondazione (4 ottobre 2009) ha saputo accaparrarsi sempre più consenso, fino a risultare la terza forza politica del paese alle elezioni del 2013 e la prima nel 2017 stando ad alcuni sondaggi.

La forza del movimento sta tutta nella sua capacità di coinvolgere in maniera diretta i cittadini, che possono esprimere le proprie preferenze in materia di leggi, delibere e candidati tramite lo strumento iperdemocratico della rete internet.

Le posizioni degli iscritti al partito trascendono quelle naturali e prevedibili dei politici “vecchio stampo”, che invece sono vincolati nelle loro dichiarazioni da politiche di partito provenienti dall’alto. L’idea del M5S è invece quella di garantire soluzioni che vadano oltre le antiche appartenenze e si concentrino solo sul bene comune e dei singoli.

Taglio degli stipendi ai parlamentari, Reddito di cittadinanza, controllo delle ONG a supporto dei migranti provenienti dal nord Africa e raggiungimento di una democrazia quanto più diretta possibile sono solo alcuni degli obiettivi del programma nazionale del MoVimento.

A questo, si aggiunga una politica di gestione dei propri esponenti fortemente penalizzante se non si rispettano i principi che sono alla base del regolamento etico. I parlamentari o gli amministratori Cinque Stelle sono infatti tenuti ad operare in piena trasparenza e legittimità, pena pesanti sanzioni o addirittura l’esclusione dal MoVimento.

È questo un ulteriore passo verso l’unione completa fra esigenze degli elettori e operato della politica, che secondo i principi del M5S deve costituirsi in un canale continuamente aperto e disposto ad accogliere anche le proposte provenienti “dal basso”.