Marco Tronchetti Provera: il business e la politica

Insieme a quelli di Berlusconi, Montezemolo e Marchionne, il nome di Marco Tronchetti Provera viene spesso citato quando si parla di quelle figure italiane che meglio di altre sono riuscite a condurre una carriera di successo nel difficile settore della gestione aziendale.

Tronchetti Provera, classe 1948, inizia la sua carriera da imprenditore seguendo le orme del padre, e già agli inizi degli anni ’70, poco più che ventenne neolaureato, è a capo del gruppo Falk (settore metallurgico) e della Consumatori Combustibili e Ghise S.p.A. A partire dall’86 approda in Pirelli, azienda che ne segnerà il percorso professionale fino a che, nel 1995, ne diventerà presidente. Da quel momento il suo nome finisce spesso sulle prime pagine dei giornali per le ragioni più disparate: citiamo ad esempio le lungimiranti scelte nel campo della ricerca e dell’innovazione, come ad esempio gli investimenti nel settore delle comunicazioni e le collaborazioni con alcuni fra i maggiori atenei italiani.

Tifoso sfegatato dell’Inter, la sua posizione in Pirelli gli ha sempre consentito di avere un certo peso nelle scelte societarie della squadra in quanto presidente del principale sponsor dei nerazzurri.

Guidare un’azienda di tali dimensioni ha significato per Tronchetti Provera anche relazionarsi con gli esponenti di governo che si sono succeduti alla guida del Paese nell’ultimo ventennio. Autodefinitosi “liberale di antica estrazione”, ha mostrato supporto alla candidatura di Letizia Moratti per la carica di sindaca di Milano nel 2006, allacciato rapporti economici con l’allora Premier Berlusconi e scontratosi in più occasioni con Romano Prodi in merito alla faccenda della cessione di Telecom (di cui è stato presidente dal 2000 al 2006) agli americani di AT&T.

Nel 2012 ha espresso il suo endorsement per le politiche di Mario Monti, ritenendosi cautamente ottimista per il futuro del Paese, allora in piena crisi economica. Insieme ad altri imprenditori come gli Agnelli e i Della Valle, lo avrebbe poi finanziato economicamente e appoggiato a tutto campo durante le successive elezioni del 2013, sebbene la lista “Con Monti Per l’Italia” otterrà in quella tornata poco più del 10% sul totale dei consensi.