Il Presidente della Repubblica: cosa emana e quali poteri ha

Eletto con scrutinio segreto ogni sette anni dal Parlamento riunito in seduta comune con l’aggiunta di alcuni rappresentanti regionali, il Presidente della Repubblica Italiana ricopre la funzione istituzionale di capo dello Stato.

Negli anni passati, in più di un’occasione e da più parti sono stati sollevati dubbi riguardo l’effettiva utilità di questa figura, che tuttavia – come vedremo inseguito – è invece investita di compiti molto importanti.

La stessa Costituzione italiana prevede un intero Titolo (il secondo della Parte Seconda) dedicato alle modalità di elezione e mansioni del Presidente della Repubblica, descritte negli articoli 83-91.

In particolare, agli articoli 87 e 88 leggiamo che al Presidente spettano prima di tutto i compiti di indire nuove elezioni e referendum popolari, nominare il Presidente del Consiglio e alcuni funzionari dello Stato, promulgare decreti (i cosiddetti DPR) che hanno valore di legge.

Essendo capo supremo delle Forze armate, spetta a lui dichiarare lo stato di guerra se questo è deliberato dalle Camere. A questo si aggiungono altri delicati compiti, come quello di concedere la grazia o commutare una pena, nonché conferire le onorificenze della Repubblica.

Ultimo ma non per ordine di importanza, è compito del Presidente della Repubblica quello di sciogliere le camere, sebbene un tale atto può essere ratificato solo dopo un colloquio con i Presidenti delle due Camere.

Dal 1948 ad oggi sono stati eletti dodici Presidenti della Repubblica Italiana: il primo è stato Enrico De Nicola, celebre nella cultura di massa per il suo fido “cappotto rivoltato” e per la discrezione nei modi di fare. L’ultimo, e attualmente in carica, è Sergio Mattarella, ex democristiano a cui si deve la stesura della tanto celebre legge elettorale che porta il suo nome latinizzato: il mattarellum.

Uno dei più famosi rimane tutt’oggi il sardo Sandro Pertini, presidente-partigiano che rimarrà per sempre nell’immaginario collettivo degli italiani grazie a quel suo “Oramai, non ci prendono più!”, gridato durante la finale dei mondiali di calcio del 1982.

A lui, fra gli altri, sono poi succeduti Francesco Cossiga, poi dimissionario, l’amatissimo Carlo Azeglio Ciampi e l’unico eletto per due mandati: Giorgio Napolitano.